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Il caso: Alex Zanardi

Il coraggio

Alex Zanardi: l’incidente

Alex Zanardi il 19 Giugno 2020 è stato vittima di un incidente gravissimo durante una staffetta solidale a Pienza. Trasportato d’urgenza al policlinico di Siena è stato sottoposto ad un lungo intervento chirurgico che però non è bastato. Il 29 Giugno lo staff a seguito di una TAC ha ritenuto opportuno intervenire nuovamente con un secondo intervento neurochirurgico. Le sue condizioni rimangono stabili dal punto di vista cardio-respiratorio ma gravi dal punto di vista neurologico.
L’incidente è avvenuto quasi due settimane fa, ne hanno parlato tutti i telegiornali, i giornali, i social, un articolo su Zanardi non è una novità.

In effetti è vero, perché la storia di Zanardi la conosciamo tutti, perché sportivi o meno, appassionati o meno di corse o di biciclette, Zanardi lo abbiamo imparato a conoscere come uomo e come esempio per tutti.


Il 19 Giugno, appena hanno comunicato la notizia, il dispiacere e lo sgomento è stato generale. Sono purtroppo questi i momenti in cui l’italiano si riscopre tale e il sentimento di dolore ci unisce tutti . Potessimo farlo sempre senza aspettare le disgrazie sarebbe meglio! Io non sono da meno, mi è dispiaciuto e mi dispiace, ma dopo i primi momenti di apprensione ho iniziato a pormi delle domande e ho anche messo in discussione alcune mie convinzioni.

La legge dell’attrazione

Ad un certo punto della mia vita circa dieci anni fa ho scoperto la mia infinita passione per la formazione e per la crescita personale. Oltre ad essermi laureata in questo campo, ho letto un numero indefinito di libri su questi temi. Uno dei tempi che più mi ha appassionato è “legge dell’attrazione” che io ho poi sempre definito la mia personalissima “religione”. La legge dell’attrazione presuppone che noi siamo energia ed è energia tutto ciò che ci circonda. I nostri pensieri sono il mezzo attraverso il quale noi facciamo le nostre richieste all’universo. L’universo ci risponde in base a ciò che pensiamo ma soprattutto al modo in cui lo facciamo. Secondo la legge dell’attrazione se sei abituato a formulare pensieri positivi automaticamente farai richieste positive e l’universo ti restituisce le cose migliori.

Uno dei principi della legge dell'attrazione
Il pensiero positivo è alla base della legge dell’attrazione

Questa teoria io l’ho fatta mia perché stabilisce nell’individuo un forte grado di responsabilità, nulla è nella volontà di qualcun altro tutto ciò che abbiamo nella vita dipende solo ed esclusivamente da noi.

La Legge dell’attrazione nel Caso Alex Zanardi

Devo dire però che anche questa teoria, presenta in alcuni momenti delle falle per cui bisogna sapersi porre delle domande. Se la legge dell’attrazione fosse sempre vera, oggi non staremmo qui a parlare del caso Alex Zanardi.

Zanardi “uomo” lo abbiamo conosciuto dopo il primo grande incidente del 2001 in cui ha perso entrambe le gambe. Di lui abbiamo imparato il suo essere coraggioso, il suo essere forte, la sua capacità di essere positivo.

Fu lui stesso a dichiarare che quando scoprì di non avere più le gambe, non pensò a ciò che aveva perso ma a ciò che poteva fare con quello che gli era rimasto. Non ha mai perso il sorriso e tanto meno la grinta che lo ha accompagnato nella ricostruzione della sua vita anche sportiva.

Il pensiero positivo di Alex Zanardi
Dichiarazione di Alex Zanardi a seguito dell’incidente del 2001

Con Zanardi, mi sono detta la legge dell’attrazione non ha funzionato. Per precisione devo dire che la legge dell’attrazione mette in campo anche quei pensieri involontari e non consapevoli che tutti noi facciamo. Pertanto realmente non potremmo mai sapere che tipo di pensieri inconsci Zanardi avesse fatto. La mia fede nella Legge dell’attrazione ha comunque vacillato.

Il Caso Alex Zanardi: una fonte di interrogativi

Interrogativi
Tante domande sul caso Alex Zanardi

Non sapendo più a cosa credere ho iniziato a pormi delle domande. Zanardi è diventato un simbolo perché nel momento più difficile della sua vita ci ha dato un grande esempio. Per lo sviluppo personale il caso di Alex Zanardi è importante e lui viene puntualmente citato durante le lezioni.

Il Caso Alex Zanardi: l’articolo del corriere della sera


Dopo qualche giorno dall’ultimo incidente leggo sul corriere della sera un articolo in cui si parlava delle indagini avviate. Emergevano alcuni dubbi intanto sul fatto che tutte le norme di sicurezza fossero state rispettate per la manifestazione e poi che non fosse stato proprio lo stesso Zanardi a effettuare una manovra azzardata.
A seguito della lettura di questo articolo mi sono iniziata a porre delle domande.

Affrontando lo studio dello sviluppo personale è normalissimo trovarsi difronte a concetti/esercizi che dovrebbero aiutare le persone a superare le proprie paure. Il rischio è che esse possano diventare degli impedimenti nel superare i propri limiti. Riuscire a spingersi un tantino oltre le proprie capacità dimostra, sempre secondo questi studi, che la mente umana può cose che noi neanche immaginiamo. Inoltre, come ho già detto prima, questi corsi spesso riportano delle storie di uomini/donne che sono riuscite a raggiungere i propri obiettivi anche oltre le loro capacità. Tra questi esempi, abbiamo appunto il caso Alex Zanardi.

Nuovi interrogativi dal caso Alex Zanardi


Ma a questo punto mi sono chiesta se era veramente tutto giusto, se è così che bisogna agire. Non ho mai pensato neanche per un attimo che bisogna accontentarsi nella vita o arrendersi. Mi sono domandata piuttosto se non sarebbe necessario accettare sé stessi prendere atto della situazione che si vive e mettere un punto.

Facendo questi pensieri mi è venuto in mente il termine “accanimento”. Ho ripensato al concetto di accanimento terapeutico quando a tutti i costi si tenta di salvare una vita che di vita non ha più nulla. Mi sono chiesta se il raggiungimento di nuovi obiettivi in condizioni svantaggiose non sia solo un modo per riprendersi la rivincita su una vita poco clemente. Ho ragionato su quante volte assistiamo a delle tragedie e diciamo: ”io non sarei stata in grado di affrontarla”. Ma in realtà non lo sappiamo neanche noi di quanta forza di volontà siamo effettivamente dotati.

Il caso Zanardi: alcune risposte dalla psicoterapia

Fatte tutte queste domande sapevo che non avrei mai saputo darmi una risposta, a meno che non mi fossi rivolta ad una psicoterapeuta. Così ho chiesto aiuto alla Dr.ssa Maria Assunta Spina Psicologa, Psicoterapeuta, Esperta in Psicodiagnostica la quale gentilmente si è prestata ad una breve intervista ed alla quale ho spiegato quali interrogativi mi avesse suscitato il caso Alex Zanardi. Di seguito vi riporto le mie domande e ovviamente cosa più importante le sue risposte.

Intervista

Parto dall’idea di “modello da seguire” perché Zanardi è stato questo per molto tempo. Io credo che tanta gente lo abbia sempre preso come esempio perché si è trovato in una condizione che ovviamente non poteva piacergli, ma ha saputo trovare il coraggio per ricominciare mentre le persone (non tutte ovviamente) il più delle volte rimangono in una situazione in cui non stanno bene ma non hanno il coraggio di ricominciare. Quindi ti chiedo: avere un modello da seguire può essere un modo per migliorarsi o invece ci si affida ad un modello perché il suo modo di agire/essere in qualche modo va a colmare una nostra incapacità?

Risp: penso che un modello da seguire in qualche modo faccia parte del nostro modo di vivere e approcciare alla vita. Se ci pensiamo bene, le nostre potenzialità si sviluppano e trovano applicazione pratica grazie all’imitazione, meccanismo assai noto durante la fase di crescita di ogni essere umano. L’apprendimento passa inizialmente attraverso l’imitazione e quindi, attraverso la relazione e il confronto. Fatta questa premessa, è però importante sottolineare che, durante la crescita e lo sviluppo psichico ogni soggetto dovrebbe puntare all’autonomia, non solo pratica, ma anche concettuale. In tale prospettiva, ecco che avere dei modelli di riferimento può risultare utile e stimolante se alla base si è sviluppata una buona conoscenza di se stessi, delle proprie attitudini, e delle proprie disponibilità. Diversamente si rischia di rincorrere inutilmente un modello preso come riferimento senza essere in grado di contestualizzare e quindi, senza poterne trarre profitto per la propria crescita personale.

Come dicevamo prima Zanardi ha dimostrato subito una grande forza di volontà, cercando di trarre da una situazione veramente drammatica ciò che ci poteva essere di positivo. In questi giorni, a seguito appunto del secondo incidente, più del primo (forse non ci avevo fatto caso io) stanno emergendo le figure della moglie che non lo ha lasciato mai da solo né durante il primo incidente e neanche in quest’ultimo e il figlio. Non possiamo negare che sicuramente nel 2001 ci fosse anche una certa agiatezza economica considerata la notorietà di Zanardi come sportivo. La domanda è: quanto gli agenti esterni possono incidere nel modo di reagire di una persona difronte alle vere disgrazie della vita come questa?

Risp.: considerando il fatto che stiamo facendo le nostre riflessioni riferendoci ad una persona molto nota quale Zanardi, in vista oggi sfortunatamente per le sue tristi vicissitudini ma anche per il suo encomiabile coraggio, possiamo ipotizzare che la condizione agiata sotto il profilo economico si sia rivelata una fortunata risorsa per avere maggiori contesti nei quali esprimere la propria forza di volontà. Non vorrei però attribuire soltanto agli agenti esterni la grande capacità dimostrata di vivere e affrontare la vita con uno spessore e una versatilità che non appartiene a tanti. Stiamo parlando di risorse interne che bisogna possedere indipendentemente dagli agenti esterni che ci circondano. Non potremmo infatti dire che, disgrazie simili, se capitassero ad altra gente con le stesse risorse affettive ed economiche , verrebbero gestire con la stessa forza di volontà e con la stessa determinazione.

Abbiamo accennato al concetto di forza di volontà. La forza di volontà è una caratteristica innata o acquisita a fronte di una specifica situazione? Tanta gente quando assiste a disgrazie come quella che capitò a Zanardi dice: “che forza, che coraggio io non ce la farei…”, è un’affermazione vera perché ognuno di noi conosce sé stesso o invece non si può sapere perché la forza di volontà è insita in ognuno di noi e fa la parte della bella addormentata nel bosco che poi all’occorrenza si risveglia?

Risp.: la forza di volontà è un concetto molto ampio e spesso utilizzato in vari contesti. Non possiamo parlare di una risorsa innata poiché non abbiamo evidenze scientifiche che lo possano attestare, possiamo però augurarci di svilupparla durante il nostro percorso di crescita. Spesso, le situazioni avverse, quelle che mai avremmo creduto di poter affrontare, ci mettono a confronto con le reali risorse che possediamo, e che fino a quel momento non pensavamo di possedere.

Zanardi ha ricostruito la sua vita. Ha utilizzato ciò che la vita gli aveva lasciato ed è tornato a vincere. In un incontro con uno studente romano, nel 2014, Zanardi disse questo: «È possibile che se il fulmine m’è arrivato tra capo e collo una volta mi colpisca nuovamente, ma rimanere a casa per evitare e scongiurare quest’ipotesi significherebbe smettere di vivere, quindi no, io la vita me la prendo…» In un caso come questo, cosa spinge una persona: realmente la sua forza di volontà, il suo ottimismo oppure il senso di rivalsa nei confronti della vita? Correggimi se sbaglio ma secondo me sono due aspetti molto diversi tra loro ed anche i meccanismi psichici che si mettono in moto sono altrettanto differenti.

Risp.: scegliere di vivere la vita anziché subirla è quello che tutti noi dovremmo fare. La forza di volontà rappresenta indubbiamente un aspetto fondamentale per continuare a vivere quando la vita si fa dura! Allo stesso tempo, in parallelo, si può osservare certamente un senso di rivalsa che rimanda alla determinazione alla quale accennavo prima. Meccanismi diversi ma non contrapposti.

Appresa la notizia del secondo incidente di Zanardi anche io come tutta Italia sono rimasta sgomenta e addolorata, poi però mi sono posta una domanda sui limiti che ognuno ha e sa di avere, da cui nasce la mia domanda: la vera forza di una persona si vede quando prova a superare tutti i suoi limiti o si vede quando è in grado di accettarli e conviverci? Mi scuso per il gioco di parole ma ci deve essere un limite alla voglia di superare i propri limiti?

Risp.: il limite rispetto al desiderio di superare i propri “limiti” si colloca in una linea molto sottile. Probabilmente in molto avranno pensato che forse Zanardi avrebbe potuto vivere la vita in maniera più cauta, senza rischiare di oltrepassare quei limiti che potevano essere quasi fatali per la sua stessa vita. Qui entriamo nel mondo soggettivo di ogni persona, dove i limiti si misurano con la propria disponibilità emotiva. Scopriamo fin da bambini che esistono dei limiti con i quali dovremo imparare a confrontarci e a conviverci, di fatto possiamo scegliere. Le sensazioni che chiediamo alla vita spesso ci mettono in condizione di non valutare tutti i limiti, non è detto che questo sia un errore, può rappresentare uno stile di vita, da non giudicare.

Ultima domanda (giuro!): torniamo al concetto della prima domanda quello del modello da seguire. E’ sano seguire il modello del “superuomo” (inteso come quella persona che non ha paura di niente, lotta sempre e vince sempre, è in grado di superare tutti i suoi limiti, è sempre positivo etc) oppure seguire un modello simile può portare “all’accanimento” verso il raggiungimento di una perfezione illusoria che si potrebbe, qual ora non si raggiungesse, tramutare in frustrazione?

Risp.: tornando al concetto di modello da seguire, sottolineo che l’aspetto essenziale rimanda sempre alla conoscenza di sé stessi e delle proprie disponibilità, soprattutto emotive. In tale prospettiva non esiste un modello unico e valido per tutti, altrimenti si rischia enormemente di cadere nella trappola dell’illusione. In tale condizione il modello del “super uomo” citato non porta nessun beneficio ma rischia di diventare altamente frustrante e irraggiungibile, portando alla perdita della propria autostima. Un modello da seguire, ribadisco, deve fornire stimoli che poggiano su un sano livello di ambizione, se così non è …stiamo sbagliando qualcosa.

Psicoterapia
Come la psicoterapia sbroglia i nostri pensieri

Ringraziando la Dr.ssa Maria Assunta Spina per il suo contributo prezioso, concludo così il mio articolo su Alex Zanardi, augurandomi come tutti del resto che si possa riprendere presto e possa ancora darci qualche lezione di vita positiva!

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