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Il grande futuro

Il grande futuro

Il grande futuro

Giuseppe Catozzella, autore del romanzo Il grande futuro, è nato a Milano nel 1972, dopo la laurea in Filosofia, ha lasciato l’Italia per andare a vivere a Sydnei in Australia. Tornato in Italia lavora prima come consulente editoriale per Arnoldo Mondadori Editore e poi come editor della narrativa italiana di Giangiacomo Feltrinelli Editore. Scrive su alcuni giornali e riviste italiane e straniere come La Repubblica, L’Espresso, Vanity Fair, Financial Times.

E’ nel 2011 grazie al romanzo-inchiesta Alveare che Giuseppe Catozzella inizia a farsi conoscere in Italia. Con questo romanzo racconta e divulga la presenza dell’ndrangheta all’interno dell’economia e della società Milanese. Questo romanzo ha ispirato spettacoli teatrali, film tv come ad esempio la fiction prodotta dalla Rai “L’assalto”.

Copertina Alveare
Romanzo del 2011 di Giuseppe Catozzella

Nel 2014 pubblica il romanzo Non Dirmi che hai Paura con il quale vince il Premio Strega Giovani ed è tra i finalisti del Premio Strega di cui ho già avuto modo di parlare in questo articolo http://unattimopernoi.com/la-misura-del-tempo/. Con questo romanzo viene anche incluso nella lista preliminare all’International IMPAC Dublin Literary Award. L’International IMPAC Dublin Literary Award è un premio letterario internazionale fondato nel 1994 considerato uno dei premi letterari più ricchi al mondo. Non dirmi che hai Paura vende più di 250 mila copie solo in Italia e quasi 500 mila in tutto il mondo.

Non dirmi che hai paura
Romanzo del 2014 che ha venduto quasi 500 mila di copie in tutto il mondo

Premessa

Il grande futuro viene pubblicato nel 2016. Questo racconto nasce da due passioni dell’autore: la guerra e la contrapposizione religiosa tra occidente, quindi cristianesimo, e medio oriente e mondo islamico. Per passione della guerra intendo dire che, come spiega Catozzella stesso in questo podcast http://podcast.feltrinelli.it/podcast-file/catozzella_futuro03.mp3, lui è appassionato di tutti i libri che parlando delle guerre in tutte le epoche storiche. Per scrivere questo romanzo Catozzella intraprende un viaggio di circa un mese al confine con la Somalia e il Kenia. In questa parte del mondo vi è un’alta concentrazione di campi di addestramento di guerrieri fondamentalisti islamici. Aiutato da alcune persone riesce ad avvicinarsi, a conoscere e a farsi raccontare la storia di un ragazzo che decide di diventare guerriero.

Campo di addestramento islamico
Immagine rappresentativa di un campo di addestramento islamico

Con Il grande futuro Catozzella non rinuncia al suo stile letterario che si snoda su due versanti quello della realtà e quello della letteratura. Prima di scrivere un romanzo, Cotezzella studia la realtà, ha necessità di vederla perché è grazie ai sensi che si muovono che nasce la passione. La realtà non è replicabile, non è universale, solo la letteratura lo è, ed è a questo stato che lui riporta la realtà.

Il grande futuro si svolge in un luogo non ben definito del mondo islamico dove i territori sono invasi dai Neri, guerrieri che in una mano portano il Corano “il libro sacro” e nell’altra impugnano i fucili, convinti di combattere nel nome del bene e dell’Islam.

Il grande futuro: il protagonista

Il protagonista è un ragazzino il cui nome alla nascita è Alì ed al quale la madre dà il secondo nome Amal quando colpito da una mina riesce a salvarsi grazie ad un pezzo di cuore nuovo che le viene donato. Amal in arabo significa “speranza”, la parte del suo cuore nuovo però appartiene ad una bambina cristiana, quindi ad una nemica. E’ figlio di un padre pescatore ed i suoi genitori derivano da una stirpe di servi del suo villaggio. Amal è l’ultimo degli ultimi ma ha il dono di avere una bellezza rara. Per la tradizione araba non è difficile accostare l’idea di bellezza alla classe sociale dei servi, in quanto i servi derivano dai nomadi e i nomadi secondo gli arabi sono belli perché liberi.

Amal passa i primi anni della sua vita con due amici: Ahmed il figlio del padrone del villaggio condividendo con lui avventure alcune volte pericolose ed il vecchio Imam del villaggio a cui si rivolge quando necessità di conforto. Fu proprio in uno di questi momenti che l’Imam disse ad Amal alcune parole che lui considerò come una promessa e che rimasero sempre nel suo cuore . L’Imam gli disse che anche se lui faceva parte della classe sociale più bassa quella dei servi, anche se lui era l’ultimo tra gli ultimi aveva il diritto di raggiungere la sua felicità. Amal aveva una cicatrice sul petto e la vecchia del paese, riferendosi ad una antica legenda, un giorno gli fece una profezia, gli disse che lui avrebbe portato la guerra. La promessa dell’Imam e la profezia della vecchia del paese guidarono Amal nel suo percorso verso l’essere uomo.

Il grande futuro: la ricerca di sé

Il percorso di Amal inizia nel momento in cui per una serie di motivi decide di lasciare il villaggio per andare a ritrovare sé stesso attraverso un viaggio spirituale che avverrà all’interno della Grande Moschea del Deserto. Qui passa un lasso di tempo indefinito, tempo in cui sembra riuscire a far tacere la sua natura, fino a quando non accade qualcosa che lo convince ad uscire dalla grande Moschea e ad arruolarsi come guerriero fino a diventare capo delle milizie dei Neri. Amal diventa uomo ammazzando altri uomini.

Ogni guerriero deve avere una moglie che gli darà una discendenza. Amal, tra le spose bambine che gli vengono proposte, sceglie Marya. Sceglie Marya perché è l’unica che non alza gli occhi su di lui, non lo guarda, non lo supplica con lo sguardo di sposarla. Marya sarà in grado di innamorarsi di Amal e di farsi amare. Solo nel momento in cui Amal sarà innamorato di lei gli svelerà il suo segreto: Marya non è islamica, Marya è cristiana. Solo con Marya Amal riuscirà finalmente a sanare il contrasto che porta nel suo cuore e finalmente raggiungere ciò che si aspettava da sempre: la felicità promessa dall’Imam.

Conclusione

Il regista premio Oscar Gabriele Salvadores in una lunga recensione sul Corriere della Sera paragona questo romanzo a Siddharta di Herman Hesse. Lorenzo Cherubini gli dedica un video su JOVATV e un post sul suo profilo Facebook dove definisce questo racconto “una bomba”. Roberto Saviano dice che questo racconto è scritto come una fiaba, come una leggenda ma ha la potenza che soltanto le storie vere possiedono.

L’autore attraverso il percorso intrapreso da Amal, descrive l’animo umano che spesso necessita di vendere il buio prima di redimersi e ritornare finalmente alla luce.

Il grande futuro dà a noi occidentali la possibilità di guardare alcune situazioni da una prospettiva diversa. Dall’11 settembre 2001 abbiamo imparato in modo brusco a fare i conti con un modo di concepire la vita completamente diverso dal nostro. I fondamentalisti islamici ci fanno paura e siamo spinti a pensare che il problema di tutta la violenza sia la religione ed il Corano. Questo romanzo ci permette di vedere invece la parte “buona” di una religione che abbiamo imparato a conoscere in modo sbagliato a causa di alcuni. Nello stesso momento ci aiuta a riflettere sul fatto che per alcuni anche la guerra può essere un’opportunità per emanciparsi.

Catozzella raggiunge il suo obiettivo: parte da una storia vera per raggiungere la sfera universale, quella che si adatta a tutti, perché Il grande futuro è una fiaba che porta con sé una morale e degli insegnamenti che valgono per tutti!
Buona lettura!

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