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Il mistero dell’hashtag perduto

Ieri Report ha mandato in onda un servizio sulla fornitura/donazione di camici ospedalieri in Lombardia. Il servizio era stato già anticipato dal Il Fatto Quotidiano. Sembra che il 16 Aprile 2020 la ditta del cognato e della moglie di Attilio Fontana si sia aggiudicata senza una gara pubblica una fornitura di camici di oltre € 500.000. La ditta in realtà è per il 10% della moglie di Fontana e per il 90% del fratello di quest’ultima. Raggiunto dal giornalista, il cognato di Fontana ha dichiarato che in realtà in quel momento lui non era in azienda e i suoi avevano avviato la procedura di fornitura ma quando lui è rientrato e se n’è accorto ha rettificato tutto trasformandola in donazione. Le fatture emesse il 30 aprile 2020 sono state stornate intorno al 22 maggio 2020, un mese dopo l’assegnazione dell’appalto e in coincidenza con le prime domande che la trasmissione Report ha posto in merito. Fontana ha querelato e diffidato sia Il Fatto Quotidiano che la trasmissione Report.
Ma non è di questo che voglio parlare, le indagini sono in corso e si farà luce in merito sicuramente. Il fulcro di questo articolo in realtà è un altro: ieri sera molti utenti di twitter si sono resi conto e hanno segnalato che è sparito tra gli hashtag di tendenza proprio l’#report.

Per chi non usa twitter o non lo sapesse gli # di tendenza vengono stabiliti da un algoritmo che identifica gli argomenti che sono più popolari nel momento in cui li visualizzi, in base a chi l’utente segue, ai suoi interessi e alla posizione. Ciò significa che ieri ad un certo punto gli utenti che generalmente vedono l’#report tra le tendenze non lo hanno più trovato e pare dai commenti degli utenti che non fosse neanche la prima volta. Alcuni hanno menzionato il supporto di twitter per chiedere spiegazioni, che mi auguro arrivino e siano la spiegazione chiara di un problema esclusivamente tecnico.

Letto questo mi sono chiesta: giornali e tv sono pilotati (non tutti ma diciamo molti) e i social invece? Siamo veramente liberi sui social?

Vi dico cosa penso io. Considerando che in questo periodo di quarantena forzata li ho, penso un po’ come tutti, frequentati di più, la prima cosa che posso dire è che nel calderone dei conoscenti che ho su facebook, mi sono resa conto delle persone con cui veramente non ho niente in comune o quelle a cui il grado di “conoscente” si addice particolarmente bene. Questa potrebbe essere una nota positiva, perché in questo modo sei libero di “studiare” le persone prima di decidere se è il caso o meno di frequentarle in modo più assiduo o meno.
Altra cosa che ho notato è la quantità di notizie che vengono pubblicate, senza che prima vengano, spesso secondo me, le persone vengono attratte dal titolo che più o meno si adatta al loro pensiero e condividono senza in realtà leggere l’articolo per intero, si entra così in un circolo vizioso di “fake news” che oltre a intasare le bacheche altrui creano soltanto ulteriore ignoranza, dove per ignoranza intendo ignorare determinate cose, rimanere quindi inconsapevoli della verità.

Dopo aver letto la polemica su twitter, questa mattina, ho capito che la nostra libertà non è minata dai social, ma neanche dalla tv o dai giornali, siamo noi a limitare la nostra libertà o le nostre possibilità di sapere e di conoscere. Avete mai fatto una qualsiasi ricerca su internet? Ecco il primo link che appare è quasi sempre wikipedia. Ora per carità niente da eccepire, spesso è utile, ma quanti non si fermano lì e vanno oltre? La stessa cosa succede per le notizie sui social, quante persone prendono per “oro colato” la prima notizia che vedono pubblicata senza neanche domandarsi: “chi è la fonte?”.

Quante volte abbiamo sentito le persone lamentarsi per i programmi che trasmettono in TV? Io sono d’accordo che il 50% dei programmi TV sono demenziali e aberranti, ma io sono dotata di telecomando, quindi posso scegliere e il 70% delle volte spengo e apro un libro o sento un po’ di musica. Quegli stessi programmi demenziali ed aberranti li continuano a trasmettere ciò significa che fanno audience, su questo dovremmo riflettere!

Gli utenti che oggi hanno evidenziato la mancanza dell’#report sono quelli che non ci stanno a prendere solo ciò che gli viene offerto diciamo così “pacchetto chiavi in mano” e sono quelli che hanno sollevato il problema a cui qualcuno spero risponderà. E’ ovvio che non potranno cambiare le decisioni che vengono prese da chi gestisce il social ma, non accetteranno qualsiasi decisione in silenzio.

Alla fine della mia riflessione di questa mattina sono giunta alla conclusione che anche l’essere libero è una responsabilità personale che dobbiamo essere in grado di assumerci.

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