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Racconti di vite straordinarie

Racconti di vite straordinarie

Maria Grazia Iannone: l’autrice

Maria Grazia autrice di Racconti di vite straordinarie ha presentato il suo romanzo nei gruppi di lettura.http://unattimopernoi.com/i-gruppi-di-lettura/. E’ stata la prima scrittrice che mi ha inviato il libro da leggere e recensire. Sono in tragico ritardo con questa recensione e mi scuso ufficialmente con Maira Grazia. Quando ho conosciuto Maria Grazia sono rimasta colpita dalla sua energia e dal suo entusiasmo accompagnato con un bel sorriso quando ha presentato il suo libro. Andando avanti nella lettura di questo articolo capirete perché l’energia e il sorriso di Maria Grazia sono fondamentali.

Maria Grazia mi ha inviato la sua biografia per poter scrivere qualcosa di lei. E’ una biografia molto vivace proprio come lei. Ciò che mi sento di dire di Maria Grazia è che oltre ad aver scritto questo romanzo lei è un’infermiera che per anni ha fatto assistenza domiciliare. Ha conseguito oltre che la laurea anche due master molto importanti: infermiere di famglia e comunità e master in cure palliative.

Racconti di vite straordinarie.

L’autrice con il suo bagaglio di esperienza professionale ci racconta una realtà “sommersa” cioè di coloro che lavorano al servizio dei malati ma fuori dagli ospedali. Allo stesso tempo ci racconta la realtà del malato, più che altro cronico, che essendo costretto a rimanere a casa ha l’ulteriore sofferenza dell’isolamento. Il suo lavoro le ha permesso di vedere quante risorse queste persone e coloro che li circondano riescono a tirare fuori nel momento del bisogno. Da qui nasce il titolo “Racconti di vite straordinarie”. L’obiettivo di Maria Grazia era proprio quello di far emergere queste vite straordinarie tramutando la sua esperienza in un romanzo.

Racconti di vite straordinarie: tra realtà e fantasia.

Racconti di vite straordinarie si divide in due storie. Le storie sono inventate come anche i personaggi. Proprio per ciò di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo i contesti sono quelli reali a cui Maria Grazia si è ispirata. Uno dei personaggi principali di questo romanzo è Miranda un’infermiera domiciliare a cui vengono affidati questi due casi. La sovrapposizione con la vita professionale di Maria Grazia risulta scontata ma in realtà Miranda affronta le cose in modo totalmente diverso da come le affronterebbe l’autrice. Miranda però prende il lettore per mano e lo guida nel mondo degli infermieri cercando di fargli percepire anche il loro punto di vista. Gli infermieri sono persone umane, con i propri limiti, le loro fragilità, i sentimenti, le competenze senza dubbio a cui a volte si accompagna la paura di sbagliare.

Racconti di vite straordinarie: riflessioni importanti.

Se dovessimo analizzare tutti gli aspetti e gli spunti di riflessione di Racconti di vite straordinarie non basterebbe un solo articolo. Certamente leggendo Racconti di vite straordinarie ci imbattiamo in temi molto seri e molto importanti affrontati dall’autrice con molta delicatezza. Prima di tutto risalta il fatto che un infermiere che entra a casa di una persona malata cronica o in fin di vita deve saperci entrare in punta di piedi. Non solo deve avere la capacità di afferrare il senso profondo dei silenzi più che delle parole.

Leggendo questo romanzo non si può evitare di porsi domande e di fermarsi a riflettere. Tutti noi sappiamo che arriverà una fine perché la fine fa parte della vita stessa. Questa fine ci appare sempre così tanto lontana da noi che quasi sembra un’utopia. Poi arriva il giorno che ci troviamo a doverla affrontare per noi o per chi ci sta vicino. Ed ecco che in questo momento arrivano le grandi domande su temi che forse non avremmo mai pensato di soffermarci. E’ il momento in cui iniziamo a riflettere sulla fede, oppure sul senso della sofferenza e sul concetto della vita stessa.

Conclusioni

Credo che Maria Grazia abbia avuto un bel coraggio a scrivere questo libro. I temi trattati non sono temi semplici da digerire e sono convita che questo romanzo sarebbe utile a tutti ma è adatto a pochi. Mi ha colpito molto come il lettore venga risucchiato all’interno del romanzo tanto da riuscire a guardare il tutto con gli occhi di Miranda. Tra le tante riflessioni che ha suscitato in me leggere questo libro una che considero prioritaria è quella sul giudizio. Ogni situazione vista e vissuta da fuori ha un sapore ed un aspetto totalmente diverso rispetto a chi la stessa situazione la subisce soprattutto quando si parla di dolore. Il modo di vivere ed esternare il dolore non dovrebbe mai essere giudicato.

“Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io” [Luigi Pirandello]

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Buona lettura

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