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Genzano di Roma

Genzano di Roma

Un nuovo progetto: prima meta Genzano di Roma

Questa visita a Genzano di Roma, si colloca all’interno di un nuovo progetto che io (Lisa) e mia sorella (Sara) stiamo sviluppando nell’ambito del turismo di prossimità. Turismo di prossimità vuol dire scoprire e ammirare i luoghi di interesse storico/culturale che ci circondano. Per questo motivo abbiamo deciso di iniziare questa avventura dal paese in cui siamo cresciute: Genzano di Roma.

Cenni Storici di Genzano di Roma

Il primo documento che parla di Genzano è una bolla di Lucio III del 1183, in cui si nomina una fiancata di monte chiamato Genzano, appartenente ai monaci Cistercensi. In precedenza Genzano appartenne ai Gandolfi, i quali lo acquistarono da un’altra nobile famiglia i Genziani, chiarendo l’etimologia del termine Genzano.

In epoca medievale, Genzano fu proprietà di diverse famiglie romane, tra cui gli Orsini, i Savelli ma soprattutto i Colonna che lo possedettero alternandosi ai monaci cistercensi. Infine nel 1564 Genzano passò ai Cesarini. All’epoca Genzano era un castello con mura fortificate, munito di torri, fortilizi, porte castellane, in parte migliorato dai Colonna. Da questo anno in poi Genzano resta proprietà dei Cesarini, i quali garantendo stabilità politica permettono prosperità economica e sviluppo urbanistico.Pertanto le mura cittadine cominciano ad essere forate divenendo le facciate delle abitazioni ponendo le basi per l’espansione urbanistica al di fuori delle mura.

Palazzo Sforza Cesarini

Palazzo Sforza Cesarini, il palazzo ducale di Genzano è il monumento più rappresentativo della città.La sua storia inizia con il formarsi del primo nucleo abitativo medievale, raccolto intorno alla chiesa cistercense di Santa Maria della Cima, intorno al XII-XII sec. Fino al 1564, il palazzo era collocato alla destra dell’attuale porta di ingresso. E’ probabile che l’originale nucleo del palazzo si presentasse come un semplice allargamento del recinto fortificato, privo di una specifica struttura. In corrispondenza dell’attuale portale era situata la porta principale del borgo.

Intorno al 1641, il palazzo è oggetto di un ampliamento ad opera di Giuliano Cesarini, che affida i lavori all’architetto Francesco Paparelli. Egli riorganizza la facciata principale con un basamento comprendente il piano terra e quello rialzato, un piano nobile e il mezzanino sottotetto. L’aspetto attuale del Palazzo nasce nel settecento, momento in cui viene realizzata la nuova facciata e il nuovo corpo di fabbrica in direzione del lago. Inoltre viene aggiunto un piano accentuandone la sproporzione e maestosità rispetto alle casette medievali del borgo. La nuova facciata è da attribuire all’architetto Ludovico Gregorini. Il portale, opera di Domenico Michele Magni presenta la particolarità della sghembatura,che dà la sensazione che il portale si trovi di fronte all’olmata.La facciata si presenta come esempio settecentesco, sul modello di Palazzo Farnese a Roma, con la caratteristica del ritmo delle finestre e portale decrescente verso l’alto.

Il Vecchio Borgo di Genzano di Roma e Palazzo Dave

Costeggiando lateralmente sulla sinistra il Palazzo Sforza Cesarini, ci si incammina nel Corso Vecchio, che porta proprio al borgo medievale di Genzano. Uno dei primi palazzi in cui ci si imbatte è Palazzo Dave.

Palazzo Dave, doveva presentarsi all’epoca, tra i più ricchi edifici della città. La scritta in marmo su portone ci informa sull’identità del proprietario: Antonius Davius, versione latina di Antoine Dave, nobile belga, scrittore delle lettere apostoliche e membro della curia romana. Secondo la tradizione questo edificio fu anche l’antica sede del comune prima del trasferimento alla nuova sede di Via Livia.

Santa Maria della Cima, il Vecchio Duomo di Genzano

Proseguendo per il Corso Vecchio si arriva al fianco sinistro del Vecchio Duomo di Genzano, intitolato a Santa Maria della Cima.

La sua denominazione deriva dalla tradizione che narra di un’immagine della Vergine Maria venerata sulla cima di un albero, o  dalla sua posizione sulla cima del monte. La chiesa originale edificata sui resti di un tempio pagano risale ai monaci cistercensi delle Tre Fontane. Il frammento di un grosso cornicione in marmo e la base di una colonna di epoca romana sono stati rinvenuti nei restauri del 1981.

Ricostruzione e reperti medievali

La chiesa medievale volgeva la facciata verso il Corso Vecchio ed era di dimensioni notevolmente inferiori. Inadeguata alle esigenze di spazio della crescente popolazione, Francesco Paparelli nel 1635 la ricostruì ruotando la facciata e aumentandone le dimensioni. La vecchia chiesetta venne inglobata nel nuovo ambiente ad aula.

Nel 1658 Giuliano Cesarini realizzò la piazza antistante la chiesa demolendo alcune case addossate alle mura del castello medievale.

L’interno è ad una sola navata coperta a botte nella quale si aprono ampie finestre in lunette. Nella navata si aprono tre cappelle per lato.Tracce di epoca romanica si riscontrano nella parte inferiore del campanile con le caratteristiche bifore.

Purtroppo questa volta non è stato possibile visitare l’interno della Chiesa, che solitamente presenta orari ridotti e quest’anno, causa Covid sono ancora più ridotti.

Articolo a cura di Lisa Vitale

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