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La misura del tempo

La misura del tempo

L’autore Gianrico Carofiglio

La misura del tempo è un romanzo di Gianrico Carofiglio. Magistrato dal 1986 ha svolto anche la funzione di Sostituto Procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Bari. Nel 2008 viene annunciata la sua candidatura al Senato per il partito Democratico e lo stesso anno viene eletto senatore. Al termine del mandato parlamentare, rassegna le dimissioni come magistrato per potersi dedicare completamente alla scrittura.
Esordisce nella narrativa nel 2002 con il romanzo Testimone inconsapevole. Questo racconto è il primo della serie, composta da sei romanzi, che vede come protagonista l’Avvocato Guido Guerrieri e le sue vicende. L’ultimo della serie in ordine di pubblicazione è proprio “La misura del tempo”.
Con il romanzo Testimone inconsapevole, Carofiglio riceve diversi riconoscimenti tra cui vince la decima edizione del prestigioso Premio del Giovedì “Marisa Rusconi”. Il Premio del Giovedì “Marisa Rusconi” era un premio letterario riservato ad opere prime di narrativa in lingua italiana edite l’anno precedente a quello di assegnazione; a partire dal 2009 il premio non è stato più assegnato per la malattia dello sponsor venuto poi a mancare nel 2014.
Nel 2010 con la quarta avventura dell’avvocato Guarnieri “Le perfezioni provvisorie” rimane per ben otto settimane al primo posto della classifica dei libri più venduti in Italia. Nel 2011 il romanzo “Il silenzio dell’onda” è tra i finalisti del Premio Strega.
La misura del tempo a luglio di quest’anno si è aggiudicato il secondo posto al Premio Strega.

Il Premio Strega

Il Premio Strega porta il nome di un liquore, il liquore prodotto da Guido Alberti fondatore insieme a Maria Bellonci del Premio Strega nel 1947. E’ un premio letterario che viene assegnato ad un autore o autrice di un libro pubblicato in Italia, ed è considerato il premio letterario più prestigioso d’Italia ma gode di fama anche in Europa e nel resto del mondo.
Dal 1986 è organizzato dalla Fondazione Bellonci https://www.fondazionebellonci.it/ un’istituzione culturale italiana che si occupa della promozione e diffusione della lettura di libri di narrativa.
Dalla sua istituzione ad oggi hanno vinto il premio undici donne la prima delle quali fu Elsa Morante con il romanzo L’Isola di Arturo. Alcune opere importanti della nostra letteratura vinsero il Premio Strega come: Il nome della Rosa di Umberto Eco, Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
La giuria, chiamata Amici della domenica dal giorno che scelsero per riunirsi, è composta da quattrocento persone tra uomini e donne di cultura tra cui anche ex vincitori. Possono partecipare massimo dodici opere. Nel mese di giugno la giuria decide la cinquina di opere finaliste.
La tradizione vuole che il primo giovedì di luglio, nel ninfeo di Villa Giulia viene, viene effettuata la votazione finale con la proclamazione del vincitore. La finale viene trasmessa in diretta televisiva dalla RAI.

La misura del tempo: il protagonista.

L’avvocato Guerrieri si allontana dallo stereotipo di avvocato in carriera, freddo e spudorato, per avvicinarsi di più alle persone normali che tutte le mattine si alzano e vanno a lavorare, spesso senza più la giusta motivazione. Guerrieri è un uomo intorno alla cinquantina che vive la sua età nel bene e nel male. Nel bene quando con diplomazia tace invece che lasciarsi sopraffare dall’istinto, nel male quando la notte non riesce più a dormire come una volta e si rifugia in un caffè letterario a parlare con il proprietario e qualche sconosciuto. L’avvocato Guerrieri ha un passato che ritorna prepotentemente nel suo presente, che lo costringe a riflettere sul valore del tempo. Riporto qualche riga sul concetto di tempo che troverete in questo romanzo che a me ha colpito molto: “L’invecchiamento non è un processo lineare. Così come il tempo non è un’entità lineare. Non è un’entità comprensibile. Nessuno lo capisce davvero. Nessuno è capace di definirlo. Provate a parlare del tempo senza usare alcuna metafora, dice un famoso linguista. Vi ritroverete a mani vuote. Il tempo sarebbe ancora tempo, per noi, se non potessimo sprecarlo o programmarlo? Possiamo solo dire qualcosa sul fatto che va grosso modo in una direzione e che la destinazione finale è nota”.

La misura del tempo: perché leggerlo?

Durante il lockdown causato dal Covid19 come ho già spiegato nel mio primo articolo http://unattimopernoi.com/lultimo-di-noi/ ho ritrovato il tempo e la passione per la lettura. Con la mia vicina di casa ci siamo scambiate dei libri e questo è uno dei suoi libri. Questo romanzo si legge molto bene, è scorrevole e scritto in modo molto chiaro. Scritto in modo chiaro intendo dire che il lettore riesce ad immedesimarsi sia nelle situazioni che a legarsi immediatamente con il protagonista. La vicenda si svolge su due piani temporali diversi che l’autore intreccia sapientemente: il primo è il presente in cui l’avvocato Guerrieri si trova a dover difendere un ragazzo accusato di omicidio, il secondo è una situazione di un passato ormai dimenticato che ritorna nel suo presente costringendolo a ricordare ciò che era stato rimosso. I due tempi si intrecciano così bene che l’autore permette al lettore di fluire tra una storia giudiziaria complessa e contraddittoria e le riflessioni del protagonista su “la misura del tempo”.

La misura del tempo: conclusione.

Ero a poco più della metà del romanzo quando la scorsa settimana ho sentito al telegiornale che “la misura del tempo” si è qualificato secondo al Premio Strega. Devo essere sincera la prima cosa che ho pensato è stata: “si il libro è bello, si legge bene ma addirittura al secondo posto mi pare esagerato”. Quando sono arrivata alla fine ho capito che gli elementi positivi non erano solo il fatto che fosse una storia carina e facilmente leggibile, l’elemento determinante secondo me è che è il libro che non ti aspetti. La misura del tempo è un romanzo che io definisco “normale” dove per normale intendo dire che racconta i fatti di una vita quotidiana che appartiene a tutti e che tutti più o meno conosciamo, ma la sua particolarità è che da metà romanzo noi ci convinciamo di sapere già come va a finire, lo immaginiamo talmente bene che ci pare scontato, la vera sorpresa è che non lo è!
Buona lettura.

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